E sono…

anche qui http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.com/ insieme alla mia amica Manu…

mi permetto di lasciarvi una foto delle mie gardenie che qui sono all’inizio della stagione… adesso la pianta è un tripudio di fiori e profumo… diciamo che lei è la “preferita” quella che riceve più attenzioni ormai da 5 anni e di conseguenza è anche la più capricciosa di tutte…

e allora ci leggiamo e vediamo di là…

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Pane Semi-Integrale ai Semi di Girasole Gluten Free

Un pane che avevo realizzato anni fa con una farina integrale Schar che credo non facciano più (ve la ricordate la Gluteno?) e anche allora era difficilissima da trovare. Il Brot-Mix che fanno adesso è di molto superiore, lievita molto bene, la Gluteno invece lo faceva con molta difficoltà.
QUI trovate la ricetta originale con il glutine.
Pane semi-integrale ai semi di girasole gluten free
  • 430 g di acqua tiepida
  • 2 cucchiai di olio
  • 2 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero o malto di mais 100%
  • 400 g di mix di farine dietoterapeutiche per pane e focacce nella variante con la glutafin
  • 100 g di farina Brot MIx
  • 22 g di lievito di birra fresco
  • 4 cucchiai di semi di girasole e un pizzico di semi di sesamo nero
Ho sciolto il lievito nella ciotola dell’impastatrice con lo zucchero (o malto di mais), e poi ho unito cucchiaio per cucchiaio le farine, il sale, l’olio e i semi di girasole e sesamo. Ho lasciato impastare per 5 minuti.
Ho fatto lievitare fino a che non triplica di volume (a me ci è voluto 1 ora e mezza).
Ho messo a scaldare la refrattaria a 250° con due pentoline di Pirex dentro senza coperchio.
Ho scaravoltato sul piano infarinato, con una spatola e senza toccare l’impasto con le mani, ho formato due pagnottine cercando di dare la forma tonda, ma senza sforzarlo.
Si lasciano riposare con un panno sopra per 20 - 30 minuti circa.
(pagnottina al termine del riposo)
E poi si infornano sulla refrattaria bollente con la pentola di Pirex capovolta sopra così:
in questo modo si cuoce benissimo e non c’è bisogno di spennellare alcunché per il colore.
40 minuti coperto e 20 minuti senza la pentola di pirex
Sfornare e fare raffreddare su una griglia…
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Vi lascio anche la vecchia ricetta….
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ricetta da me inserita su Cis il 18 maggio 2007
  • Ingredienti
  • 400 g di acqua
  • 2 cucchiai di olio
  • 2 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 150 g di agluten
  • 100 g di mix B
  • 50 g di Farmo
  • 200 g di farina integrale gluteno Vital (Schar)
  • 25 g di lievito fresco
  • una manciata di semi di girasole

Inserite gli ingredienti nella macchina del pane nell’ordine su riportato. Programma impasta e lievita, al beep aggiungere i semi di girasole. Al termine mettere l’impasto che risulterà morbido e appiccicoso dentro una teglia circolare rivestita di carta da forno livellare con una spatola bagnata in acqua e porre a lievitare circa 20 m in forno caldo, ma spento (l’impasto deve raddoppiare il proprio volume). Spennellare con acqua e olio e cuocere in forno a 220° per 40 m. circa.

Interno

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Pizza… Pizzae… Pizzarium…

Forse… nel senso che io non ho mai potuto assaggiare la pizza da Pizzarium qui a Roma (e a meno di un miracolo non credo potrò mai assaggiarla), però grazie a questo post di Diletta (Scief Scientifico) quanto meno ho provato a sperimentare (senza glutine) il metodo con cui Bonci realizza la sua pizza ormai diventata famosissima.

E’ favolosa che più buona non si può… magari non è proprio uguale a quella di Pizzarium, però è davvero ottima, leggerissima, soffice e croccante. Certo ci vogliono 48 ore, ma ogni tanto per sfizio si può anche fare!

per il lievitino:

per l’impasto
Le mie 48 ore partono dalla sera verso le 21.00
Allora… ho mescolato con un cucchiaio gli ingredienti del lievitino dentro un recipiente alto di vetro, ho coperto con un piattino e lasciato maturare per 24 ore a temperatura ambiente.
Quando era pronto (alle 21 del giorno dopo) ho unito nella ciotola dell’impastatrice: acqua, lievitino e tutta la farina… azionato e iniziato ad impastare, alla fine ho aggiunto il sale e l’olio. Ho lasciato andare l’impastatrice per 5 minuti.
Poi ho fatto riposare l’impasto 30 minuti. Al termine l’ho scaravoltato sul piano molto infarinato (e questa è forse l’operazione più antipatica, perché l’impasto è appiccicoso) e con una spatola ho dato delle pieghe, portando i lembi verso il centro. Finita questa operazione, ho unto una ciotola ci ho messo l’impasto, ho coperto con pellicola e infilato in frigo per una notte. La mattina l’ho tirato fuori e lasciato lievitare a temperatura ambiente fino alle 20 e 30 circa.
E a questo punto potete accendere il forno. Io ho fatto tutto con la refrattaria bollente scaldata alla temperatura massima che nel mio forno sono più di 250°
Ho preso tre quarti dell’impasto e l’ho steso sulla carta da forno infarinata, l’ho steso molto delicatamente e con le mani senza sforzare troppo l’impasto. Anche se la forma è irregolare non fa niente, più o meno così:
ho spennellato con un pochino d’olio (ma poco poco), cosparso di passata di pomodoro e infornato sulla refrattaria. Dopo 15 minuti ho aggiunto il formaggio e finito la cottura…
Con un quarto di impasto ho fatto una focaccina bianca tonda
Io ve la consiglio, provatela… i miei qui erano entusiasta
Per la cronaca: non ne è rimasto neppure un pezzettino…
E grazie di cuore Diletta!
Dimenticavo… se volete vedere Bonci alle prese con la pizza senza glutine (non la prepara lui, ma il suo maestro del senza glutine) guardatevi Questo video.

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Riso selvaggio con peperone e pesto di basilico

Questa ricetta è tratta dal sito Lo spicchio d’aglio, io nel realizzarla ho cambiato qualcosina

Ma prima apro una parentesi sul riso selvaggio. Anche detto riso indiano è un cereale acquatico (non si tratta di riso vero e proprio) che cresce nel Nord America. Non va confuso né con il riso venere né con il riso rosso corallo, e vedo che spesso in giro alla voce riso selvaggio corrispondono cose diverse

Non contiene glutine: se avete dubbi andate sul forum AIC con riferimento ad una discussione di qualche anno fa, nella quale si chiarisce che questo riso è idoneo ai celiaci, tant’è che in molti ne fanno tranquillamente uso.

Riso selvaggio con peperone e pesto di basilico
http://img532.imageshack.us/img532/2475/dsc00994lv.jpg
Ricetta da me inserita su Cis il 23 maggio 2007
  • 100 g di riso bianco carnaroli
  • 100 g di riso selvaggio
  • 1 peperone
  • 1 cucchiaio d’olio
  • 1 cucchiaio abbondante di pesto
  • sale

Ho lavato il riso selvaggio e l’ho fatto cuocere a vapore nel Bimby 50 m. vel.1 Varoma, se non si avesse il Bimby basta bollirlo (con acqua 3 volte il suo peso) sempre per 50 minuti circa, appena cotto l’ho messo in una ciotola e poi sono passata alla cottura sempre nel Bimby a vapore del riso bianco 16 m Vel.1 Varoma, altrimenti va bollito. Nel frattempo tagliate il peperone a dadini. Unite insieme i due tipi di riso condite con un cucchiaio di olio e fate freddare. Una volta freddo conditelo con il peperone a dadini e il cucchiaio di pesto e fatelo riposare per un’ora prima di mangiarlo.

E’ un piatto fresco, con un leggero sapore di noce conferito dal riso selvaggio… che è profumatissimo

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Uova Nel Microonde

Questo cuoci uova lo ha scovato al Lidl la mia amica Claudia, io per la verità ero molto scettica, pensavo che al primo uso le uova sarebbero esplose in forno :lol: e invece è perfetto!
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l’aggeggio si compone di tre parti: nella vaschetta sottostante si versano 250 ml di acqua, poi si inserisce la griglietta metallica con le uova (ne cuoce fino a 4) e alla fine il coperchio.

Si infila nel micro seguendo i tempi descritti sul libretto di istruzione, di solito le faccio sode (ma le fa anche alla coque) 10 minuti a 800 watt e son pronte
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E’ un giocattolino lo so, i tempi non si abbreviano rispetto al fornello, però rimane molto comodo uguale… cioè a me piace molto usarlo :-P

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Il Pane della settimana…

Per quanto oberata di lavoro… qualcosina ho prodotto (pane of course) niente di speciale intendiamoci, ho usato il Lievito madre senza glutine, ho risvegliato il mostro che parla (il mio borbotta fa “plop plop“) e si autoriproduce e ne ho un po’ da smaltire, poi a mio fratello (che non è celiaco, la “celiachitudine” sembra - e per fortuna - avere colpito solo me) piace tantissimo.

Con le dosi di LM non sono stata molto precisa… tanto ne avevo e tanto ne usavo…

Ho sciolto il lievito madre nell’acqua tiepida e aggiunto lo zucchero, ho lasciato riposare 10 minuti.
Poi con l’impastatrice in funzione ho unito la farina cucchiaio per cucchiaio e solo alla fine il sale e l’olio.
Ho lasciato lavorare per 5 minuti a velocità sostenuta.
Fatto lievitare il tempo che ci vuole, dipende ovviamente dalla quantità e dall’energia del LM che usate.
Il mio consiglio è quello di farlo lievitare bene, di non avere fretta. E’ meglio se triplica di volume (e questo vale anche se usate il lievito di birra) perché otterrete un impasto più stabile, migliore da lavorare.
Quando era bello gonfio l’ho scaravoltato su un piano infarinato con il Mix it! DS la farina migliore per spolverare il piano di lavoro, l’unica che quasi non viene assorbita dall’impasto.
Senza toccarlo con le mani e senza rilavorarlo quindi, l’ho porzionato con una spatola di metallo, spolverato ancora di farina in superficie, coperto con un telo e fatto riposare il tempo che il forno si arroventasse bene con la refrattaria dentro (30-40 minuti ci vogliono tutti) a 250°. Tenete sempre presente che il calore del forno è fondamentale per la riuscita, il 50% della bontà del pane dipende dalla sua cottura.
Lo spennellate poco con acqua e olio e infornate a 250° per 10 minuti e 200° per i successivi 30 minuti.
e questo pane che vedete volò in un batter d’occhio, ne avevo fatti due spariti in un giorno… e quindi l’ho rifatto aumentando un po’ la dose di farina…
Il procedimento è esattamente identico a quello sopra…
Tutti i pani sono venuti leggerissimi, con una crosta ottima e fragrante… insomma il pane è molto buono.
Una raccomandazione: quando usate il lievito madre tenete conto che ha già una sua percentuale d’acqua e quindi dovrete essere più parchi nell’aggiungerne rispetto a come fareste nel caso del lievito di birra.
Es: se di solito uso 400 g di acqua su 500 di farina quando adopero il lievito di birra, nel caso del lievito madre diminuisco di 50 g la dose d’acqua

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    Maionese Velocissima

    Ero sicura di aver già inserito questa ricetta sul blog, e invece no… bene… lo faccio adesso.
    Io la maionese ormai la preparo sempre così da anni e mi ricordo che la ricetta proviene da un vecchissimo post sul forum AIC

    Maionese
    Oggi l’ho preparata allo yogurt, cioè a maionese finita ho aggiunto 1 cucchiaio di yogurt naturale bianco, la consistenza cambia diventa più cremosa… buona!
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    questa che vedete così morbida l’avevo preparata con 300 ml di olio… poi aggiustai la ricetta… come leggerete di seguito
    • 230 ml di olio di girasole
    • 1 uovo intero
    • 2 cucchiai di aceto (io l’ho usato bianco)
    • 1 cucchiaino di succo di limone
    • 1 pizzico di sale

    Nel bicchiere graduato del minipimer versate l’olio, poi l’uovo che non deve rompersi, l’aceto il limone e il sale. Introducete il minipimer ed azionatelo ed il tutto si trasformerà in maionese nel giro di un paio di minuti…

    E’ ottima, più leggera di quella che si acquista…

    L’ho preparata di nuovo: unica differenza, ho fatto 250 ml di olio di mais (meglio se usate quello di girasole), piuttosto che 300 ml (potete scendere fino a 230 ml) così è rimasta più soda e al posto del cucchiaino di succo di limone ho messo un cucchiaino di senape (non in polvere), ottima anche così
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    Riso Corallo alle Zucchine e Menta

    Non ho un attimo di tregua in questo periodo… molto velocemente vi lascio questa semplice e delicata ricetta realizzata con il riso rosso o riso corallo. Si tratta di un riso integrale… molto molto buono anche questo come il Venere, ma dal sapore meno intenso, perfetto abbinato alle verdure, si presta molto ad essere gustato in insalata nel periodo estivo

    Ricetta da me inserita su Cis il 29 maggio 2007

    • 350 g di riso corallo o rosso
    • 2-3 zucchine
    • 30 g di uvetta
    • 30 g di pinoli
    • 2 rametti di menta
    • olio, sale, pepe

    Procedimento

    Ammollate l’uvetta in acqua tiepida. Lessate il riso per circa 40-45 minuti poi scolatelo e conditelo con un cucchiaio d’olio. Tagliate le zucchine a tocchetti e fatele andare in padella con una cipolla tagliata grossolanamente, 4 cucchiai di olio, l’uvetta strizzata, i pinoli, 8 foglie di menta sale e pepe. Appena cotte (le zucchine non devono disfarsi) unitele al riso, mescolate, unite le foglie di menta rimaste e servite.

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    Uova in Bianco al Forno

    Per quando il frigorifero è quasi vuoto, e non si ha voglia di cucinare e si torna tardi dal lavoro e si è stanchi stanchi, come me stasera, delle semplici uova diventano un piatto carino e saporito!

    2 uova a testa
    panna da cucina
    burro
    parmigiano
    sale e pepe

    Imburrare delle pirofiline monoporzione, cospargere con del parmigiano (come se si stesse infarinando una teglia imburrata), rompere dentro due uova, versare sopra 1 cucchiaino di panna, poco burro a fiocchetti, ancora parmigiano, sale e pepe.

    Infornare a 180° per 10 minuti se volete il tuorlo morbido e non rappreso.

    Sono deliziose!

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    Injera & Teclal

    Essendo una pasticciona curiosa… ho voluto provare il pane etiope tipicamente spugnoso che trovate descritto qui Injera, e proprio nella sua versione - diciamo così - originale, con la farina di Teff (visto che ne ho ancora un pochino pochino, mi sono tolta la curiosità). Comunque l’Injera si può fare con altre farine anche senza glutine, al link di cui sopra trovate le indicazioni.

    Questo che vedete è il risultato finale del mio “esperimento”, ed esattamente “sarebbero” dei Teclal rotoli di pane Injera farciti con una sorta di Hummus di lenticchie e ceci lessati ed insaporito con il berberè composto da svariate spezie tra cui zenzero, coriandolo, semi di cardamomo, noce moscata, chiodi di garofano, cannella, pepe nero e peperoncino piccante.

    Anzitutto tre giorni prima ho mescolato 200 g di farina di Teff con 250 g di acqua, coperto con un telo e messo a fermentare. In pratica quando sono andata a riprenderlo era diventato “l’inizio” di un lievito madre. Pieno di bolle, con un sentore di pane misto a un odore leggermente acidulo.

    A questo punto ci ho aggiunto altri 125 g di acqua frizzante e un cucchiaino di sale, ed ho cotto questo pane sul testo, 1 mestolo alla volta, a fiamma alta (infatti si è annerito più di come dovrebbe essere ed è venuto meno umido rispetto alla norma), si cuoce solo da un lato, pertanto quando lo vedete pieno di buchi e tutto asciutto, è pronto.

    subito dopo ho preparato il ripieno, per il quale sono andata sulla falsariga dell’hummus di soli ceci, aggiungendo poi le spezie del berberè:

    • 200 g di ceci lessati
    • 200 g di lenticchie lessate
    • 3 cucchiai di Tahini
    • 1 aglio
    • 60 ml di acqua
    • 3 cucchiai di limone
    • e le spezie: io ho cercato di riunire più o meno quelle del berberè (c’era peperoncino, pepe nero, cumino, zenzero, semi di cardamomo.

    Ho frullato tutto al mixer fino ad avere un composto liscio e spalmabile. Quando l’Injera era ben freddo (va mangiato freddo) l’ho farcito e arrotolato.

    Vi descrivo le mie impressioni: questo pane consumato da solo è effettivamente acidulo (ma deve essere così) e può risultare non a tutti gradito, ma… si trasforma completamente se si accompagna nel modo giusto. Vi assicuro che in sembianze di Teclal era delizioso. E di solito si accompagna con lo Zighinì un piatto di carne speziato.

    Comunque mio marito appena l’ha addentato mi ha detto: “questo è proprio lui, il pane Injera” visto che lo aveva già assaggiato qualche anno fa presso un ristorante di cucina etiope.

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